3 Settembre 2019

La scelta: Solo Cose Belle in scaletta per oltre 100 giorni

A Torino firma il record il Cinema Fratelli Marx, che coglie di sopresa i distributori cinematografici italiani
Foto di Archivio Sempre
Il film ha ricevuto il Premio Best Comedy al Rome Indipendent Cinema Festival, ma sono gli esercenti a decretare il successo di questa pellicola che racconta le vere case famiglia.
Il film Solo Cose Belle, piccolo fenomeno della produzione cinematografica indipendente italiana, è in proiezione al Cinema Fratelli Marx (in via Corso Belgio 53) da ben 100 giorni. Si tratta di un evento più unico che raro nel panorama della distribuzione cinematografica italiana. 
Ed è di ieri la notizia di un nuovo riconoscimento al film, premiato come “Best Comedy” al Rome Indipendent Cinema Festival 2019.

Da 110 giorni al Cinema Fratelli Marx

Il titolare della sala, Gaetano Renda, racconta le motivazioni della sua scelta.

Il suo cinema proietta Solo cose belle ininterrottamente da ormai diverse settimane: un fatto straordinario, può spiegarci le motivazioni?


«Il film solo cose belle è in programmazione ininterrotta, a Torino, da più di cento giorni. Ho visto il film in anteprima, mi è piaciuto. Trovo sia un bel tentativo, riuscito, di raccontare una piccola comunità paesana, con tutti i suoi colori.
La figura del sindaco in questo film è particolarmente importante e guarda caso, dopo che l’ho visto, nel mio paese ci sarebbero state presto le elezioni del nuovo sindaco. Questa cosa mi ha divertito.
Gestisco un cinema in un paese di 18 mila abitanti, in questo luogo il cineforum è l’espressione massima dell’essere comunità cittadina: le persone si incontrano, si conoscono, condividono pareri, scambiano opinioni. Ricordo che l’ultimo giorno di cineforum è stato il 31 maggio ed è stato proiettato il film: c’erano più di 200 persone, dall’inizio alla fine la gente si è coinvolta, ha riso, si è emozionata, fino ad arrivare alla fine con una vera e propria standing ovation.
Dal giorno dopo il film è entrato in programmazione e ha continuato ad attirare spettatori soprattutto grazie al passaparola».

Quindi ha deciso di scommettere su un film indipendente e low budget?

«Faccio questo lavoro da 43 anni. Sono molto legato al cinema indipendente. Attingo dal mercato ovviamente, ma credo che nel cinema indipendente possano esserci film anche più belli di quelli proposti dal mercato internazionale. Si tratta di credere che ci sia cinema di qualità anche fuori dai grandi canali di distribuzione.
Ho visto Solo cose belle, ho creduto che potesse funzionare e soprattutto non ho avuto fretta di toglierlo dalla programmazione. Questa idea di saper attendere è molto importante, e ha portato il suo frutto: più di 5000 persone hanno visto il film e posso assicurare che paragonato ad altri film con una forza promozionale e distributiva molto più importante, Solo cose belle regge in maniera onorevole il confronto. E’ possibile lavorare con il cinema indipendente avendo cura, pazienza e passione, e noi ne abbiamo ancora tanta».

Qual è secondo lei la forza di questo film?

«La forza del film sta nella sua capacità di rappresentare la nostra società, la dimensione della nostra quotidianità: gli spettatori si sono riconosciuti nei personaggi, nei modi di affrontare le cose, e quindi si sono sentiti parte della storia stessa.
La forza sta anche negli attori del film che hanno saputo esprimere nella recitazione il sentire comune.
Poi noi lo abbiamo “adottato”, fatto nostro, ci abbiamo messo cura e attenzione. Per i film che riteniamo validi abbiamo degli strumenti di promozione come il mailing, i social, decine di  presentazioni del film agli spettatori per stimolarne la curiosita', traileraggio, le schede di sala, ecc… Certamente, pero', quello che e' venuto fuori, e' che, paradossalmente, l' uso sfrenato della tecnologia ci consegna una societa' primitiva dove la comunicazione piu' efficace risulta essere il tam- tam degli spettatori.
Inoltre, insistere su un film, proporlo di settimana in settimana è anche quello un modo interessante per promuoverlo: lo spettatore è portato a dire “lo tengono ancora, dev’essere bello”».

Come lo definirebbe da un punto di vista cinematografico?

«È un giusto mix tra un film autoriale e il cinema pop: dà conferma che si possono affrontare alcuni temi con un tocco leggero, che non vuol dire con leggerezza».

La reazione delle persone dopo averlo visto?

«Soddisfazione, contentezza. In qualche modo è un film che “fa bene”».

Un po’ di numeri?

«Solo cose belle ogni giorno raggiunge dai 30 ai 50 spettatori. Questo week end 37, 43, 35. Se confronto questi risultati con le altre 80 sale di Torino è un ottimo risultato: le altre sale hanno fatto 11, 18, 20, 25 spettatori».

E siamo in estate …

«Sì, ma le posso dire (almeno, parlo per Torino) che lanciare un film come questo durante il periodo estivo è un’ottima strategia. L’estate infatti vanno al cinema i veri amanti del cinema, coloro che cercano spunti, argomenti di riflessione, un pubblico di un certo spessore culturale insomma.
E non escludo che Solo cose belle possa rimanere in programma anche i primi giorni di settembre».

Solo cose Belle, la scheda film

Con oltre 250mila euro di incasso nelle sale cinematografiche, centinaia di passaggi in multiprogrammazione in tutta Italia, sold out nelle principali città italiane - tra cui Roma, Milano, Bologna, Firenze e Rimini - e il plauso da parte della critica italiana, la pellicola di Kristian Gianfreda ha varcato i confini nazionali vincendo il premio come “Miglior colonna sonora” al Brooklyn Film Festival, un Golden Fox Award al Calcutta International Cult Film Festival e ottenendo, infine, una menzione speciale all’IndieFEST californiano.

È stato inoltre selezionato allo Shanghai International Film Festival, al Social World Film Festival, al Festival Nazionale del Cinema e della Televisione di Benevento nella sezione Greatest Indipendent Film, e al e al Cardiff International Film Festival. Fino ad arrivare alla nomination come miglior commedia del 2019 al Rome Indipendent Cinema Festival.
 
«Il film – spiega il regista Kristian Gianfreda - è un antidoto a questo momento storico così saturo di tensioni e contrapposizioni e forse è proprio per questo che attorno a “Solo cose belle” si è concentrata tanta attenzione e partecipazione da parte del pubblico. Il film denuncia il male additando il bene, fa leva sul bello per far rinunciare al brutto, portando lo spettatore verso una direzione inaspettata, in un mondo ai margini, in cui tutti sembrano sbagliati o difettosi, ma in realtà sono solo davvero umani».

La produzione

Prodotta e distribuita da Coffee Time Film e da Sunset Produzioni, la pellicola ha visto la partecipazione, accanto ad attori noti del piccolo e grande schermo come Giorgio Borghetti, anche due giovani emergenti, Idamaria Recati e Luigi Navarra, e tanti attori come Carlo Maria Rossi, Barbara Abbondanza, Erica Zambelli, Caterina Gramaglia, Patrizia Bollini, Aaron T. Maccarthy, Federica Pocaterra, Riccardo Trentadue, Marco Brambini e Francesco Fabbri, giovanissimo attore alla sua prima esperienza. A loro si sono aggiunti anche Marco Berta e Ciccio (Francesco Yang), due ragazzi disabili che vivono in una delle case della Comunità Papa Giovanni XXIII - la realtà fondata da Don Oreste Benzi che ha ispirato la pellicola grazie alle sue strutture di accoglienza presenti in tutto il mondo - e che hanno preso parte al film interpretando sé stessi.