28 Agosto 2019

Cara Sandra chiamerò mia figlia come te

Dopo averla conosciuta, una futura mamma fa una promessa a Sandra Sabattini: «Diventerai presto santa perché hai un cuore grande. Chiamerò mia figlia come te in tuo onore».
Foto di Riccardo Ghinelli
Richieste di aiuto, ringraziamenti e riflessioni lasciate in tanti post-it da chi ha visitato la mostra al meeting di Rimini dedicata a Sandra Sabattini, prossimamente beata, ma prima di tutto un'amica.
Sandra Sabattini continua a stupire. Una ragazza riminese all’apparenza fragile, timida, forte invece nella sua mitezza. Determinata ad essere espressione vivente del Vangelo. 
L’aiuto ai poveri, agli ultimi, la vicinanza ai ragazzi tossicodipendenti, il ricorso alla preghiera per ricondurre tutta l’azione al Dio dell’assoluto erano in pole position rispetto a quello che comunemente una ragazza della sua età desidera. Non per questo l’amicizia, lo studio, l’amore erano meno importanti, ma tutto doveva essere riconducibile a Dio. 
Scriveva infatti nel suo diario: «La vita senza Dio è un passatempo noioso o divertente, con cui giocare in attesa della morte».
La sua storia non ha lasciato indifferenti chi l’ha conosciuta visitando la mostra Sandra Sabattini: Questa vita non è mia dedicata alla futura beata riminese al meeting di Rimini, da poco conclusosi.

La promessa di una futura mamma a Sandra

Sandra Sabattini banner
Sandra Sabattini, questa vita non è mia, mostra al Meeting per l'amicizia fra i popoli di Rimini, agosto 2019


La gigantografia del suo volto solare, sorridente, trasparente che campeggiava dall’alto della fiera ha attirato almeno 7.500 visitatori. 
Chi si addentrava tra i 34 pannelli alla scoperta di questa ragazza, ne è uscito in un certo senso trasfigurato, lasciandosi spesso andare alla fine del racconto in un applauso liberatorio.
Ma la scoperta sorprendente sono le tante riflessioni lasciate di getto sulla costellazione di post-it gialli che visita dopo visita si è andata allargando accanto a lei, sorridente, che saluta con un: «A presto... Sandra» a conclusione del percorso della mostra.

Sandra Sabattini biglietti messaggi
Moltissimi giovani sono rimasti profondamente colpiti dalla spiritualità di Sandra Sabattini e hanno lasciato un loro messaggio dopo aver visitato la mostra Questa vita non è mia al Meeting per l'amicizia fra i popoli di Rimini

 
Una futura mamma azzarda una promessa solenne: 
«Diventerai presto Santa perché hai un cuore grande. Chiamerò mia figlia come te in tuo onore». 
 
Anche i bambini hanno voluto lasciare scritto qualcosa. Benedetta di 11 anni:
«Un sorriso così non l’ho mai visto. Ne avevo bisogno. Grazie Sandra».
 
Lei uno stimolo per diventare migliori. 
«Grazie Sandra per averti conosciuta qui, adesso. Per le emozioni che ho provato. E spero e ti prego di darmi la forza di amare e di donarmi come tu mi hai insegnato».
 
«Sei un esempio bellissimo. Arrivederci dolce Sandra».
 
E ancora: «Io mi sento felice quando dono tutta me stessa».
 
Un percorso ricco di emozioni che ha saputo smuovere le corde più profonde dell’animo umano. 50 volontari coinvolti alla mostra tra guide e servizio accoglienza che hanno saputo trasmettere la potenza e la passione di questa ragazza. Un team composto dalle “amiche di Sandra”, e da molti amici provenienti dal variegato mondo associativo ecclesiale, dalla presenza straordinaria di Stefano Vitali, testimone vivente di quello che la preghiera di intercessione a Sandra ha fatto guarendolo da un tumore, una guarigione scientificamente inspiegabile per la quale verrà dichiarata beata. E dalla  teologa Laila Lucci che ha curato la mostra, dalla quale è stata tratta una biografia illustrata, libro-catalogo, Sandra Sabattini. Questa vita non è mia.  

Sandra Sabattini e Stefano Vitali
Stefano Vitali è guarito da un tumore grazie all'intercessione di Sandra Sabattini


A Sandra mamme e papà hanno affidato i loro figli:
«Sandra prega e assisti i miei figli, in particolare C. Aiutali a conoscere, ad amare e seguire Cristo».»
 
Altri le hanno chiesto luce nella loro vita:
«Grazie Sandra per la tua testimonianza di vita innamorata di Gesù. Ti prego perché anch’io possa scoprire la mia vocazione»
 
«Ti ringrazio perché mi hai aperto il cuore».

C'è chi chiede la guarigione di un'amica dal tumore al fegato.

Sandra mi ha fatto piangere 

Mi ha chiamato la mia amica Licia dopo aver visto la mostra: «Sai ho conosciuto Sandra. Non sapevo chi fosse, ma la sua vita, il fatto che durante l’esumazione del suo corpo di lei non sia stata trovata nessuna traccia, se non qualche fibra di nylon dei calzini che indossava e un pezzettino di pizzo che rivestiva la cassa, e che si sia consumata completamente, mi ha profondamente toccato. Non riuscivo a smettere di piangere».
Un fatto che Mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini, ha paragonato poeticamente al passo del Vangelo: «Se il chicco di grano caduto in terra non muore, non porta frutto». «Il chicco che ha il volto di Sandra è caduto talmente in terra da sciogliersi completamente, da farsi terra». E poi l’ha immaginata mentre «dicendo il suo ultimo "Eccomi" al Signore le avrà chiesto che di lei non rimanesse niente, per rassomigliare ancora più da vicino al Signore, del quale non è rimasta davvero nessuna reliquia!».

Sandra Sabattini reliquie
Alcuni oggetti appartenuti a Sandra Sabattini
 

Sandra ha commosso tanti che l’hanno scoperta 

Anch’io non sono rimasta immune alla vita di Sandra. È successo la prima volta quando ho avuto la fortuna di addentrarmi nei suoi scritti per curare la nuova edizione de Il Diario di Sandraproprio in concomitanza alla chiusura della fase diocesana di beatificazione nel 2008.
Solo dopo la sua morte si è scoperto il mistero che la vita di Sandra racchiudeva. Nessuno aveva idea dei pensieri più profondi di questa ragazza.
Se oggi Sandra si è svelata a noi è merito del sacerdote riminese don Oreste Benzi, che ad un anno dalla morte della ragazza ha voluto raccogliere i suoi manoscritti e raccoglierli in un diario. Su fogliettini, cartoline, vecchie agende in cui lei annotava le sue riflessioni don Oreste ha colto fin da subito «l’animo profondo e semplice, contemplativo e razionale, immerso in una fede profonda». 

Sandra, meglio santa che mito

Avrebbe compiuto 23 anni il 19 agosto questa ragazza, morta investita da un'auto guidata da un giovane come lei, appena scesa dalla macchina mentre si stava recando ad un incontro della Comunità Papa Giovanni XXIII con l'amico Elio e il fidanzato Guido. 
Se n'è andata il 2 maggio del 1984. Se n'è andata velocemente da questa terra, ma ha vissuto in maniera talmente forte, talmente esagerata cercando di essere “tutto bene senza alcun male”, con la volontà di essere unita a quel Dio a cui tendeva, facendosi prossimo verso i più deboli, da diventare suo malgrado un mito.
Ma i miti sono distanti da raggiungere, anzi rimangono tali perché non si raggiungono mai. Lei, invece, con quella vita semplice che conduceva ha mandato un messaggio di rottura: che anche nel quotidiano si possono compiere gesti di misericordia, di amore che cambiano la microstoria di cui siamo protagonisti, così da diventare santi.  
 
L’ha pensato anche Loretta scrivendo nel post-it: 
«I santi esistono basta guardarsi intorno, ma spesso non abbiamo gli occhi per vedere».

E in un’altra dichiarazione:
«La piccola Sandra ci fa il dono di vedere e toccare con mano che la santità è per tutti». 
 
Chi l’ha conosciuta ha scoperto che è bello essere santi e soprattutto che tutti possiamo diventarlo perché lei era una di noi. 
Chi l’ha incontrata alla mostra si porta dentro il suo sorriso disarmante e la sua semplicità. Per molti è diventata un’amica straordinaria.

«Un giardino della Chiesa – c’è scritto in un post senza firma –. Ogni tanto il Signore fa conoscere un fiore speciale… più bello, più profumato perché possiamo scoprire che Lui ci ama».