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22 Aprile 2026

Don Oreste Game: il gioco dove nessuno arriva ultimo

Don Oreste Game: il gioco dove nessuno arriva ultimo
Un concorso sulla figura di don Benzi ha coinvolto un centinaio di bambini del riminese. Tra i vincitori la classe che ha realizzato un gioco da tavolo sulla figura del sacerdote riminese.
Nei corridoi delle scuole riminesi, da Villa Verucchio a Santarcangelo, un concorso ha visto come protagonista don Benzi, il sacerdote noto per il suo impegno con i più deboli. Il concorso "Le parole di don Oreste per noi" è stato ideato dalla Biblioteca E. Biancheri in collaborazione con l'Istituto Superiore di Scienze Religiose A. Marvelli.
Per un intero anno scolastico, un centinaio di alunni delle scuole medie e dell'infanzia hanno esplorato il libretto “Aforismi, aneddoti e provocazioni” curato da Elisabetta Casadei e le avventure di "Gufo Oreste e le storie del Bosco" scritto da Geppi Santamato, pubblicati da Sempre Editore. Il risultato? Testi in prosa e poesia, video, canzoni, cartelloni e persino un gioco di società originale: "Don Oreste Game. Il gioco in cui nessuno arriva per ultimo". Ideato dai ragazzi di seconda media (2ª A dell'Istituto Comprensivo A. Marvelli), il gioco è un tripudio di creatività. «Se prendi un foglio di carta liscio, sta piatto sul tavolo. Se invece lo pieghi con cura, quel foglio diventa una figura forte che sta in piedi da sola» spiegano i giovani autori. «Come un foglio di carta acquista forma e resistenza attraverso le pieghe, così le vite segnate dal dolore e dalla fatica trovano forza e dignità nell’incontro con chi le accoglie». Al centro del tabellone di gioco c’è un dado con la forma di don Oreste, che girando può indicare col dito quattro edifici in origami, simbolo dei suoi "tesori": l'Accoglienza (una chiesa senza serrature), la Gratuità (dare senza chiedere nulla), il Dialogo (ascoltare con il cuore) e la Condivisione (farsi famiglia per gli altri). Si gioca a squadre, non con parole, ma con il corpo e la fantasia: pescando le carte con gli aforismi, i partecipanti creano "quadri viventi" con la tecnica del mimo, dove tutti contribuiscono.
gioco don oreste
Premiazione concorso don Benzi
Un momento della premiazione del concorso "Le parole di don Oreste per noi", ideato dalla biblioteca E. Biancheri in collaborazione con l'ISSR Marvelli di Rimini
concorso don oreste
Un centinaio di bambini e ragazzi delle scuole riminesi hanno partecipato al concorso "Le parole di don Oreste per noi" durante l'anno scolastico 2024/2025

E i bambini dai 3 ai 5 anni della Scuola dell’Infanzia Sandra Borsalino non sono stati da meno: hanno realizzato calzini con figurine in feltro di Gufo Oreste e dei suoi amici. A scuola si sono divertiti raccontando le sue storie attraverso teatrini e laboratori; poi hanno portato a casa dei bigliettini con aforismi del sacerdote romagnolo per i genitori. La maestra Marisol racconta un aneddoto disarmante: «I bimbi non vedono la diversità come la vediamo noi. Ho parlato loro di bambini con la pelle di colore diverso, che parlano lingue straniere, ma la loro risposta è sempre stata che per loro non c’è nessuna differenza: sono sempre bambini!». Questi bimbi di 5 anni hanno imparato a celebrare le differenze come doni unici, insegnando agli adulti a riconoscersi e a riconoscere il dono dell'altro.
Il concorso, sponsorizzato da BCC RivieraBanca, ha premiato 3 classi con 500 euro ognuna, devoluti su indicazione dei bambini a enti locali. Un circolo virtuoso che conferma: i piccoli hanno trasformato le provocazioni di don Benzi in azioni tangibili, diventando così maestri per i grandi.
Le classi vincitrici sono state:
  1. La 2ª C dell’istituto comprensivo A. Marvelli (Rimini) con “Don Oreste Game – Il gioco dove nessuno arriva ultimo”. Devolve il premio all’associazione riminese onco-ematologia pediatrica
  2. La 1ª G dell’istituto comprensivo A. Panzini (Rimini) con “C’è una promessa per te (musica e video). Devolve il premio alla Caritas di Rimini per progetti di accoglienza stranieri.
  3. Il Polo dell’infanzia S. Borsalino (Villa Verucchio) con “Gufo Oreste e le storie del bosco”. Devolve il premio alla Fondazione A. Rastelli di Verucchio.

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