«Non un incontro, ma molti. A Ginevra, a New York e attraverso quasi 50 webinar con le persone sopravvissute e coloro che stanno al loro fianco - in particolare le coraggiose suore in Africa - ho visto il volto della tratta di esseri umani. Ognuno di questi incontri ha sostenuto la mia convinzione e rafforzato la mia speranza. La tratta non è un crimine astratto: è una ferita aperta, che mina la legittimità stessa della nostra civiltà e smaschera l’orgoglio e l’autocompiacimento dei nostri tempi. Come nel mio precedente lavoro con il CICR, incontrare prigionieri, ostaggi e vittime ha eliminato illusioni e apparenze. I sopravvissuti alla tratta, come le vittime della guerra, ci insegnano sofferenze inimmaginabili e una resilienza straordinaria. Rimango profondamente grato a Dio per il dono della vita e per la possibilità di intervenire insieme ad altre persone di buona volontà, a favore di coloro che non possono ancora agire per se stessi».
«I consumatori raramente ne sono consapevoli, ma sono al centro della tratta. Acquistando servizi sessuali nelle sue molteplici forme, alimentano un mercato globale di sfruttamento. Ma detengono anche un potere immenso: possono fare pressione sui governi, sui media e sulle aziende affinché affrontino la domanda che alimenta la schiavitù sessuale. Le sanzioni a livello di Unione Europea sarebbero molto più efficaci delle leggi nazionali frammentate, perché le reti della tratta operano oltre confine. Ma la legislazione da sola non basta. Dobbiamo anche affrontare la nuova frontiera dello sfruttamento, quella digitale. Le piattaforme online sono diventate un terreno fertile per gli abusi e solo una regolamentazione universale - applicata da governi, aziende e, sì, anche dai consumatori - può arginare questa ondata. Se non si affronta la domanda, l'offerta non finirà mai. Porre fine all’impunità dei consumatori non è quindi semplicemente una questione politica: è una necessità morale e spirituale. Inoltre non dimentichiamo che la lotta contro la schiavitù moderna è anche una battaglia spirituale. Dobbiamo pregare per le vittime, per chi le assiste e per la conversione di tutti i trafficanti».
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