Ma la voce della dignità risuona anche oltre Roma: la Comunità Papa Giovanni XXIII, partner dell'iniziativa promuoverà veglie di preghiera e sante messe in diverse città italiane in collaborazione con le diocesi.
A Verona il 6 febbraio al Tempio Votivo interverrà alla veglia di preghiera alle 20.45 Mons. Domenico Pompili. A Bologna l'8 febbraio alle 10 sarà celebrata la S.Messa col Cardinal Matteo Maria Zuppi. A Mulazzo in provincia di Massa Carrara, alle 10 si terrà la celebrazione della messa e a seguire un momento di riflessione nella memoria di S. Bakhita presso la Parrocchia di San Giuseppe in Arpiola. Venerdì 13 febbraio sarà la volta di Modena: alle 21 presso la Parrocchia di San Faustino la veglia interdiocesana per le vittime di tratta, proprio là dove parte il venerdì notte l'Unità di strada voluta da don Oreste Benzi, che venne più volte alla Bruciata trent'anni fa. Infine l'ultima settimana di febbraio, in alcuni Istituti superiori di Fiorenzuola d'Arda (Piacenza) si terranno testimonianze e incontri di formazione sulla tratta di persone a cura dell'equipe antitratta della Comunità Papa Giovanni XXIII.
L’eco arriverà anche oltralpe, con iniziative di preghiera ad Atene, in Grecia l'8 febbraio alle ore 20.30 presso la Parrocchia degli italiani dei Santi Francesco e Chiara e a Malmö, in Svezia, presso la Chiesa St. Matteus dove si terrà la celebrazione dedicata alla memoria di S. Bakhita giovedì 5 febbraio alle ore 18.
L'appello del presidente Matteo Fadda
Anche il presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, Matteo Fadda ha sottolineato l'importanza di un cammino di giustizia e dignità per bambini, ragazzi e ragazze, per tutte le persone di ogni età ogni anno sfruttate nel mercato del sesso, nel lavoro forzato, nell'accatonaggio e altre economie illegali: «rivolgiamo il nostro appello a tutte le persone di buona volontà ad unirsi a noi in questa lotta. Uniti possiamo restituire dignità alle vittime e riportare a loro la speranza. Uniti possiamo sperare in una nuova società».
Come ricordava don Oreste Benzi: “I migranti sono ponti tra mondi. Siamo popoli destinati a convivere”. È questa la strada indicata da Bakhita: l’umanità ritrova se stessa solo quando nessuno è più schiavo.