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26 Gennaio 2026

Papa Leone incontrerà le vittime di tratta. Le altre iniziative nel nome di santa Bakhita

I giovani apripista della "Giornata mondiale di riflessione e preghiera contro la tratta di persone"
Papa Leone incontrerà le vittime di tratta. Le altre iniziative nel nome di santa Bakhita
Dall'incontro con Papa Leone XIV a Roma alle veglie di preghiere, nelle diocesi italiane e di altre città d'Europa anche la Comunità di don Benzi chiede la protezione di S.Bakhita sulle vittime di tratta, nella Giornata mondiale contro la tratta, invitando i giovani ad essere protagonisti di una pace che nasce dalla libertà di ogni persona da ogni forma di sfruttamento.
Non si può costruire la pace finché esiste la tratta. È da questa idea di fondo che prende avvio la Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, che ogni anno è celebrata l’8 febbraio, nella festa di santa Giuseppina Bakhita, bambina ridotta in schiavitù e, una volta libera, canossiana e santa. Bakhita è oggi protettrice di tutte le vittime di tratta: la sua storia ricorda che la pace, il rispetto per la vita umana, per il corpo delle donne, per bambini e ragazzi e per il lavoro di uomini che migrano per bisogno di futuro sono da costruire ogni giorno, passo dopo passo, mettendo al centro la dignità, il valore di ogni persona.

Il tema di quest’anno, La pace comincia con la dignità: un appello globale per porre fine alla tratta di persone, ricorda infatti che dove la dignità è violata – a causa di sfruttamento, migrazioni forzate e violenze di ogni specie – la pace viene distrutta. La rete internazionale Talitha Kum promotrice della Giornata ha promosso un ricco calendario di eventi, a partire da Roma. Il 4 febbraio una delegazione di giovani e di sopravvissute incontrerà Papa Leone; il 5 febbraio la veglia di preghiera animerà la basilica di Santa Maria in Trastevere. Sabato pomeriggio spazio ai giovani e alle persone sopravvissute alla tratta con la Camminata per la dignità umana da Ponte Sant'Angelo a Piazza Pia, mentre domenica l’impegno culminerà con l’Angelus di Papa Leone XIV.

Le iniziative della Comunità di don Benzi

Ma la voce della dignità risuona anche oltre Roma: la Comunità Papa Giovanni XXIII, partner dell'iniziativa promuoverà veglie di preghiera e sante messe in diverse città italiane in collaborazione con le diocesi.
Verona il 6 febbraio al Tempio Votivo interverrà alla veglia di preghiera alle 20.45 Mons. Domenico Pompili. Bologna l'8 febbraio alle 10 sarà celebrata la S.Messa col Cardinal Matteo Maria Zuppi. A Mulazzo in provincia di Massa Carrara, alle 10 si terrà la celebrazione della messa e a seguire un momento di riflessione nella memoria di S. Bakhita presso la Parrocchia di San Giuseppe in Arpiola. Venerdì 13 febbraio sarà la volta di Modena: alle 21 presso la Parrocchia di San Faustino la veglia interdiocesana per le vittime di tratta, proprio là dove parte il venerdì notte l'Unità di strada voluta da don Oreste Benzi, che venne più volte alla Bruciata trent'anni fa. Infine l'ultima settimana di febbraio, in alcuni Istituti superiori di Fiorenzuola d'Arda (Piacenza) si terranno testimonianze e incontri di formazione sulla tratta di persone a cura dell'equipe antitratta della Comunità Papa Giovanni XXIII.
L’eco arriverà anche oltralpe, con iniziative di preghiera ad Atene, in Grecia l'8 febbraio alle ore 20.30 presso la Parrocchia degli italiani dei Santi Francesco e Chiara e a Malmö, in Svezia, presso la Chiesa St. Matteus dove si terrà la celebrazione dedicata alla memoria di S. Bakhita giovedì 5 febbraio alle ore 18.

L'appello del presidente Matteo Fadda

Anche il presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, Matteo Fadda ha sottolineato l'importanza di un cammino di giustizia e dignità per bambini, ragazzi e ragazze, per tutte le persone di ogni età ogni anno sfruttate nel mercato del sesso, nel lavoro forzato, nell'accatonaggio e altre economie illegali: «rivolgiamo il nostro appello a tutte le persone di buona volontà ad unirsi a noi in questa lotta. Uniti possiamo restituire dignità alle vittime e riportare a loro la speranza. Uniti possiamo sperare in una nuova società». 


Come ricordava don Oreste Benzi: “I migranti sono ponti tra mondi. Siamo popoli destinati a convivere”. È questa la strada indicata da Bakhita: l’umanità ritrova se stessa solo quando nessuno è più schiavo.