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20 Gennaio 2021
Ultima modifica: 21 Gennaio 2021 ore 18:08

Francesco: un papa impegnato nel dialogo fra Chiese

«Sia l'accoglienza l'impegno comune delle confessioni cristiane»
Foto di ANSA/VATICAN MEDIA
Il tema voluto da Papa Francesco per la Settimana per l'Unità dei cristiani 2021: Rimanete nel mio amore e produrrete molto frutto
Siamo in Svezia, sulle tracce del viaggio che nell’ottobre 2016 ha portato Papa Francesco a commemorare i 500 anni della Riforma di Lutero, nella città di Lund. Qui nel 1947 venne fondata la Federazione Mondiale Luterana, quale segno di unità e di riconciliazione in un’Europa grondante sangue dopo una guerra fratricida tra cristiani.


La visita del Santo Padre è stata un passo importante del lungo e paziente lavoro ecumenico che la Chiesa Cattolica ha abbracciato a partire dal Concilio Vaticano II, contrassegnato nel 1999 dalla firma di una Dichiarazione congiunta sulla Dottrina della Giustificazione, uno dei punti che aveva segnato la divisione tra le Chiese.

Svezia sprakcafe
Il 21 gennaio 2020 la veglia ecumenica online
Negli sprakcafè, presenti in ogni quartiere, persone madrelingua svedesi aiutano gli stranieri nella pratica della lingua svedese.

All’interno di questo cammino di Chiesa, «Papa Francesco affronta la questione dell’ecumenismo in un modo diverso da quello a cui siamo stati abituati», come sottolinea Martin Bräuer, esperto di cattolicesimo presso l’Istituto per la ricerca ecumenica di Bensheim in Germania. Il Papa è convinto che i cristiani debbano «Agire e testimoniare insieme, e parlare all’unanimità delle grandi sfide che l’umanità deve affrontare, ovvero la solidarietà, la pace, l’ambiente e la giustizia». Per questo motivo «egli si affida agli incontri personali: al parlare l’uno con l’altro, non l’uno dell’altro».

Un Papa costantemente impegnato nel dialogo fra Chiese

L'impegno di Papa Francesco in questa direzione è testimoniato da tanti segni: nel 2015 è stato il primo Papa ad entrare in una chiesa valdese in Italia, e l’anno dopo il primo Papa ad incontrare un Patriarca della Chiesa ortodossa russa, a L’Avana.

Papa Francesco con delegazione ortodossa
Papa Francesco riceve in udienza la delegazione della "Apostolikì Diakonia" della Chiesa di Grecia presso la Sala dei Papi, 25 febbraio 2019.
Foto di ANSA/ VATICAN MEDIA


Nello stesso anno 2016, la visita qui a Lund e alla vicina Malmö.

Durante i momenti di preghiera che si sono tenuti insieme ai rappresentanti della Federazione Luterana nella cattedrale luterana di Lund e nell’arena di Malmö, il Papa aveva scelto di non soffermarsi sulle questioni teologiche, ma piuttosto di sottolineare la necessità di una consapevole e responsabile volontà di ricordare il comune Battesimo e in quanto discepoli di Gesù, di pregare e di camminare insieme nella concretezza dell’impegno in favore degli ultimi: «Chiediamo a Dio ispirazione, incoraggiamento e forza affinché possiamo andare avanti insieme nel servizio, difendendo la dignità e i diritti umani, specialmente dei poveri, lavorando per la giustizia e rigettando ogni forma di violenza».

«Dio ci chiama ad essere vicini a coloro che aspirano alla dignità, alla giustizia, alla pace e alla riconciliazione (…) Esortiamo luterani e cattolici a lavorare insieme per accogliere chi è straniero, per venire in aiuto di quanti sono costretti a fuggire a causa della guerra e della persecuzione, e a difendere i diritti dei rifugiati e di quanti cercano asilo. Oggi più che mai ci rendiamo conto che il nostro comune servizio nel mondo deve estendersi a tutto il creato, che soffre lo sfruttamento e gli effetti di un’insaziabile avidità». (dalla Dichiarazione congiunta in occasione della Commemorazione Congiunta cattolico-luterana della Riforma, Lund, 31 ottobre 2016).

L’evento ecumenico nell’arena di Malmö si concluse con la firma di una dichiarazione comune di accordi, da parte di Caritas Internationalis e Lutheran World Federation World Service, allo scopo di sviluppare e consolidare una cultura di collaborazione per la promozione della dignità umana e della giustizia sociale.

Il Papa e i responsabili della Federazione Luterana non hanno invitato solo ad un’azione comune, ma ci hanno richiamati ad un percorso di nonviolenza e riconciliazione, ad un processo di conversione: «Mentre il passato non può essere cambiato, la memoria e il modo di fare memoria possono essere trasformati. Preghiamo per la guarigione delle nostre ferite e delle memorie che oscurano la nostra visione gli uni degli altri. Rifiutiamo categoricamente ogni odio e ogni violenza, passati e presenti, specialmente quelli attuati in nome della religione».

Siamo tutti chiamati a dare un contributo a questo percorso: «Consapevoli che il modo di relazionarci tra di noi incide sulla nostra testimonianza del Vangelo, ci impegniamo a crescere ulteriormente nella comunione (…) Facciamo appello a tutte le parrocchie e comunità luterane e cattoliche, perché siano coraggiose e creative, gioiose e piene di speranza nel loro impegno a continuare la grande avventura che ci aspetta».

Svezia durante pandemia
Strada in Svezia durante la prima ondata del Covid-19
Foto di Jonathan Nackstrand


Subito dopo aver sottoscritto queste parole, Papa Francesco nella conferenza stampa tenuta durante il volo di ritorno dalla Svezia, pose l’attenzione sull’importanza dell’accoglienza: «Ringraziamo il popolo svedese perché tanti argentini, cileni, uruguayani nel tempo delle dittature militari sono stati accolti in Svezia. (…) La Svezia ha una lunga tradizione di accoglienza… e ha sempre dato un esempio nell'insegnamento della lingua e della cultura».

Settimana per l'Unità dei Cristiani 2021

L’invito è oggi più che mai attuale; il tema della Settimana per l’unità dei cristiani del 2020 è stato: "Ci trattarono con rara umanità" (Atti 28,2),  ispirato al brano biblico del naufragio di San Paolo a Malta.

Nel 2021 per la Settimana che si sta svolgendo fra il 18 e il 25 gennaio tema è: "Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto" (cfr Gv 15, 5-9). Fra i vari appuntamenti si segnala questa preghiera online, in diretta proprio dai luoghi visitati da Papa Francesco nel 2016.

Il Papa e i responsabili della Federazione Luterana non invitano solo ad un’azione comune, ma ci chiamano ad un percorso di nonviolenza e riconciliazione, ad un processo di conversione: «Mentre il passato non può essere cambiato, la memoria e il modo di fare memoria possono essere trasformati. Preghiamo per la guarigione delle nostre ferite e delle memorie che oscurano la nostra visione gli uni degli altri. Rifiutiamo categoricamente ogni odio e ogni violenza, passati e presenti, specialmente quelli attuati in nome della religione». Siamo tutti chiamati a dare un contributo a questo percorso: «Consapevoli che il modo di relazionarci tra di noi incide sulla nostra testimonianza del Vangelo, ci impegniamo a crescere ulteriormente nella comunione (…) Facciamo appello a tutte le parrocchie e comunità luterane e cattoliche, perché siano coraggiose e creative, gioiose e piene di speranza nel loro impegno a continuare la grande avventura che ci aspetta».