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26 Agosto 2020

Sandra Sabattini diventa un'opera d'arte

La spiritualità della santa della porta accanto raccontata attraverso le opere della scultrice Ceccarelli.
Foto di Riccardo Ghinelli
Il 19 agosto, a Rimini, è stata inaugurata una nuova scultura che parla della spiritualità di Sandra Sabattini, la giovane santa della porta accanto che presto sarà proclamata beata. L’inaugurazione è avvenuta nella parrocchia di S. Girolamo, dove Sandra è cresciuta, in occasione della Messa commemorativa celebrata da mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini, in ricordo del compleanno della giovane riminese.
L’autrice dell’opera è la scultrice Paola Ceccarelli, la quale, pur non avendo conosciuto personalmente Sandra, è molto vicina alla figura di questa giovane santa e ne porta testimonianza attraverso la sua espressione artistica.

Già da tempo la chiesa di San Girolamo a Rimini ci parla di Sandra Sabattini, la giovane discepola di don Oreste Benzi che per parecchi anni ha vissuto proprio in quel luogo con la sua famiglia, assieme allo zio don Giuseppe Bonini che lì era parroco.
A raccontare ai tanti visitatori l’essenza della santità semplice riconosciuta in Sandra, oltre agli scritti che la presentano, ci sono le sculture di Paola Ceccarelli.

Il significato della scultura di Sandra Sabattini

Dalla pietra bianca del sarcofago preparato per raccogliere le spoglie mortali della giovane venerabile serva di Dio, emerge l’essenzialità della scelta di vita di Sandra: il giglio della purezza vissuta anche nel cammino del fidanzamento e i fiori di campo che richiamano l’immagine evangelica del non affannarsi per la ricerca di una ricchezza materiale, ma sapersi affidare alla Provvidenza divina.
Quel monumento contiene solo qualche asse del legno della bara e una manciata di terra raccolta nel luogo della sepoltura, dal quale non si è trovato altro del corpo di Sandra.
Ma la ricchezza della spiritualità di Sandra è narrata nel bassorilievo inaugurato da mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini, al termine della celebrazione in memoria di Sandra nel giorno del suo compleanno, lo scorso 19 agosto.
Nella continuità dei tratti che partono dagli steli scolpiti ai lati del sarcofago e tendono verso l’alto, colpisce anzitutto la dinamicità dell’immagine del bassorilievo che rende l’idea del movimento: Sandra è di corsa.
E lei correva davvero in tutti i sensi! Era una valida atleta pluripremiata e lo stesso impegno dedicato all’allenamento del corpo, era riservato all’allenamento dell’anima, con l’obiettivo di seguire sempre più il messaggio di Cristo, puntando in alto e riconoscendo di continuo le proprie mancanze.
Pur avendo una profonda spiritualità contemplativa, era vivace e molto attiva, sempre pronta a spendersi per gli altri in atteggiamento di fraterna condivisione che va ben oltre la semplice assistenza ai bisognosi. È per questo che è ritratta mentre tiene per mano un povero, coinvolgendolo nella sua corsa, per sollevarne le sorti e rendergli giustizia, mentre sullo sfondo sono visibili i genitori Giuseppe e Agnese, e lo zio don Giuseppe, figure preziose per la crescita vocazionale di Sandra.
Nell’altra mano solleva un rametto di Calicantus a forma di croce che richiama sia la gloria della vittoria che passa attraverso la morte e resurrezione di Cristo, ma anche la peculiarità di una pianta molto amata da Sandra, che fiorisce in pieno inverno, quando ancora attorno tutta la vegetazione riposa, con fiori poco appariscenti, ma ricchi di intenso profumo, che troviamo anche nella copertina della prima edizione del diario, curata personalmente da don Benzi, la cui figura è riconoscibile tra un bambino e una persona in carrozzina che rappresentano la Comunità Papa Giovanni XXIII nell’aspetto della condivisione con gli ultimi.
Nella figura del giovane sullo sfondo si può individuare il fidanzato Guido, col quale ha condiviso il cammino comunitario e il sogno missionario.