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2 Maggio 2020

Sandra Sabattini. La ragazza che non voleva apparire

Il 2 maggio ricorre il 36° anniversario della morte di Sandra Sabattini, la figlia spirituale di don Oreste Benzi che sarà presto beata.
Sandra Sabattini avrebbe dovuto essere beatificata il 14 giugno ma a causa dell'emergenza Coronavirus l'evento è stato rimandato. Nel frattempo il protagonista del miracolo riconosciuto dalla Chiesa racconta com'è andata e dice: «Solo dopo mi sono reso conto di quello che era successo».
Il 2 maggio ricorre il 36° anniversario della morte di Sandra Sabattini, (l'1 maggio la messa con il Vescovo di Rimini) avvenuta ad appena 22 anni (1984), dopo che era stata colpita in pieno da un’auto mentre scendeva dalla macchina che l’aveva portata, il 29 aprile, ad un incontro della Comunità Papa Giovanni XXIII di cui faceva parte.
I suoi manoscritti pubblicati un anno dopo la morte per volontà di don Oreste Benzi – la prima edizione uscì come supplemento del mensile “Sempre” – hanno svelato il suo mondo interiore, la carica profetica del cammino di una giovane ragazza anticonformista che tendeva prepotentemente a Dio. Testimonianza di un vangelo vissuto. Cosa la spingeva a stare con i poveri, con i ragazzi tossicodipendenti, a studiare medicina, ad essere fidanzata, a pregare, a concepire i rapporti interpersonali, tutto, nell’ottica di Cristo?

Mano a mano che la conoscenza della sua spiritualità si diffondeva attraverso le pagine del suo “diario”– e con il proseguimento della causa di beatificazione avviata il 27 settembre 2006 – si sono intensificate anche le richieste di grazia a Sandra attraverso la preghiera di intercessione.
Ed è successo che chiedendo la sua intercessione, nel 2007 è avvenuta la guarigione di Stefano Vitali, primo segretario personale di don Oreste Benzi, che al tempo della malattia era assessore al Comune di Rimini e, dopo la guarigione, avrebbe ricoperto il ruolo di presidente della provincia di Rimini. 

Sandra presto beata

Tutto era ormai pronto per la proclamazione ufficiale a beata di questa ragazza riminese, considerata la figlia spirituale di don Oreste Benzi. L’evento era previsto alla Fiera di Rimini per il 14 giugno, ma la pandemia da Covid-19 ha messo in stand-by la beatificazione, costringendo a rimandare l’appuntamento. Vi aggiorneremo sui futuri sviluppi della vicenda, ma questo tempo di attesa può essere un’occasione per approfondire ulteriormente la conoscenza di Sandra, in attesa di vederla salire sugli altari.

La spiritualità di Sandra Sabattini

Lei in realtà non amava mettersi in mostra e chissà come l’avrebbe presa tutta questa attenzione nei suoi confronti. 

Scritti di Sandra Sabattini


L’11 marzo 1981 scriveva nel suo diario: «Vorrei sprofondare sotto terra per un po’, così che gli altri dimentichino la mia stupidità […] da non sentirmi quando mi auto elogio […]». E ancora il 17 giugno dello stesso anno: «Signore! Aiutami a non gloriarmi mai di ciò che faccio!». Pensieri che lasciano stupefatti, ripensando alla strana corrispondenza con alcuni fatti accaduti durante il suo percorso di beatificazione. Come la scomparsa di gran parte dei suoi scritti originali – fortunatamente già pubblicati nella prima edizione del “Diario” – e delle sue stesse spoglie: al momento della riesumazione non è stato trovato nulla, se non qualche fibra di nylon dei suoi calzini. 
Ma proprio la sua reticenza a comparire è uno degli elementi che rendono particolarmente significativa la sua figura. Come alcuni dettagli del miracolo che ha consentito a Papa Francesco di emanare, il 2 ottobre 2019, il decreto che autorizza la sua beatificazione. 

Sandra ha guarito Stefano Vitali

Stefano Vitali mostra libro Vivo per miracolo
Foto di Riccardo Ghinelli


Il fatto curioso è che non è stato il miracolato a chiedere a Sandra la guarigione, e anche dopo l’esito favorevole lui subito non se n’è reso conto. La sua guarigione è stata oggetto di studio e analisi rigorosa da parte della Chiesa, che alla fine ha riconosciuto, appunto, il miracolo. E adesso che Sandra verrà proclamata beata, Vitali ha sentito essere arrivato il momento di raccontare la sua guarigione fisica e spirituale in un libro dal titolo: Vivo per miracolo (Sempre Editore) che verrà presentato in diretta streaming martedì 5 maggio alle ore 17.
«Spero possa essere di aiuto, soprattutto alle persone che si trovano nei day hospital per le cure da malattie gravi come quella che ho avuto io – spiega Vitali –. In quel mondo quasi sempre di disperazione, c’è bisogno di una voce che ti aiuti. Quando prego per qualcuno che sta male, la prima cosa che chiedo è la pace per quella persona, perché senza la pace interiore e la forza per affrontare quel momento, penso che sia impossibile guarire.» 

Nel libro Vitali ci accompagna momento per momento nella sua malattia e guarigione fisica, ma ci rende anche partecipi, senza timore di giudizio, delle sue fragilità, dei suoi pensieri più intimi. «Per raccontare una storia bisogna raccontare la vera storia – spiega –. La vita di un sopravvissuto prima, miracolato adesso, non è semplice. Si porta dietro tante ferite, tante domande. Il miracolo avviene nel corpo ma la guarigione avviene nello spirito e te la costruisci tu. Quello che succede dopo non è scontato.»
Durante la malattia ha incontrato tanti compagni di viaggio, tra questi molti ragazzi giovani che non ci sono più. Il senso di colpa nell’essere rimasti vivi può diventare insopportabile se non si vive quello che ti è stato dato come un dono, cercando di restituirlo. «Una cosa che non posso più dire è proprio: “Guarda, non ho tempo”. L’ho imparato da Don Benzi e dalla stessa Sandra, che aveva una vita piena di sì.» 
Sandra Sabattini – che Stefano non ha conosciuto di persona – gli ha indicato una nuova prospettiva: «Il miracolo della nostra vita è dire sempre sì, senza cercare il nostro tornaconto personale. Sandra è un dono per la Chiesa. È la dimostrazione che se ognuno vive in maniera radicale la vocazione che il Signore ha pensato per lui, il mondo cambia davvero».
Oggi ha scoperto di avere una nuova missione da compiere e il libro lo testimonia. «Noi non sappiamo quanto tempo abbiamo a disposizione, ma c’è qualcuno che lo sa più di altri. Il tempo merita di essere vissuto in maniera positiva. “Tutto è grazia” diceva don Benzi. Bisogna solo cercare di capire perché.»