Il vescovo di Vicenza, nell'introduzione del messalino Pane Quotidiano, ci invita a vivere la Quaresima aprendo la Bibbia, che nutre la nostra fede, affiancando la Parola di Dio ai commenti di don Oreste Benzi
Il 18 febbraio, con il
Mercoledì delle Ceneri, entriamo nel tempo santo della Quaresima.
È il tempo del deserto, del silenzio, del ritorno al cuore. La liturgia ci invita alla preghiera, al digiuno e alla carità: tre gesti che disarmano l’egoismo e rimettono Dio al centro della vita.
Nel Vangelo della
prima domenica di Quaresima, Matteo ci presenta Gesù tentato nel deserto. Dopo quaranta giorni di digiuno, il Signore risponde a Satana non con la forza, ma con la Parola: «Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».
Don Oreste commenta: «Satana ha un odio terribile contro quelli che usano la Parola di Dio continuamente. Quando vi vuol spegnere, fa ammuffire il vostro libro della Parola!».
Nella
seconda domenica di Quaresima la liturgia ci fa contemplare il mistero della Trasfigurazione. Pietro esclama: «Signore, è bello per noi essere qui!». Don Oreste Benzi ci aiuta a capire che questa esperienza non è un privilegio per pochi, ma una chiamata per tutti: è possibile, anche oggi, dire in ogni istante: «Signore, è bello per noi restare qui, con te», perché nel Battesimo siamo già immersi nella vita stessa di Dio. Il luogo privilegiato in cui questa immersione si fa coscienza viva è la preghiera. «Il momento privilegiato dell’esperienza di Dio è la preghiera… Non si può fare a meno della preghiera, non è sostituibile!». L’uomo è fatto per la relazione, e
nella preghiera si compie la relazione più vera: tra te e Dio.
La Quaresima è anche il tempo in cui la comunità accompagna con particolare intensità i catecumeni verso i
sacramenti dell’iniziazione cristiana che riceveranno nella notte di Pasqua. Attraverso i riti, le letture e la vicinanza fraterna, tutta la Chiesa si riscopre grembo che genera nuovi figli alla fede.
Allo stesso tempo, la Quaresima ci richiama con forza alla carità:
è il tempo favorevole per chinarsi sugli ultimi, sugli esclusi, su quanti si sentono abbandonati dalla società, perché nessuno sia privato di un segno concreto dell’amore di Dio.
La Quaresima è dunque un tempo per riaprire la Bibbia, per lasciare che la Parola torni a nutrire la vita. Pregare, digiunare, fare carità non sono riti esterni, ma espressioni di un legame intimo con Gesù vivo.
«Non ditemi che non c’è tempo per pregare» ammoniva don Oreste. «Pregare è la vostra difesa, è il respiro dell’anima».
Vivi la Quaresima nutrendo la tua fede con la Parola di Dio, abbònati a Pane Quotidiano
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