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21 Ottobre 2020
Ultima modifica: 21 Ottobre 2020 ore 09:29

L'Italia s'è desta

Arrivano (nelle promesse del Governo) i finanziamenti per il Servizio civile universale. Soddisfazione dagli enti; richiesta di stabilizzazione dei fondi.
All'annuncio arrivato nel weekend sono seguite le prese di posizione da parte del CNESC, degli Enti promotori dei progetti, e di numerosi esponenti del servizio civile. Adesso si spera che i fondi vengano resi stabili negli anni a venire.
Nella notte tra sabato 17 e domenica 18 ottobre il Consiglio dei Ministri ha discusso e approvato salvo intese la nuova Legge di Bilancio 2021-2023. Al suo interno, l’attribuzione di 200 milioni in più per il 2021 e 200 milioni in più per il 2022 per il Servizio Civile Universale, che portano l’ammontare dell’investimento a 299,3 milioni di euro per il 2021 e a 306,5 milioni per il 2022: questo consentirà a circa 50.000 giovani all’anno, nei prossimi due anni, di poter svolgere questa esperienza.

Sono state numerose le iniziative messe in campo da più parti in questi mesi per chiedere al Governo di investire nel Servizio Civile e nei giovani. Ricordiamo il dibattito su Avvenire a partire dall’appello lanciato da alcuni esponenti del mondo accademico per Ripensare e rilanciare il Servizio Civile, la campagna CentoxCento Servizio Civile lanciata dalla Rappresentanza degli operatori volontari del servizio civile, la lettera inviata da 127 enti al governo per chiedere di finanziare in modo adeguato questo istituto e infine l’appello di VITA non profit Servizio Civile, non si può dire no.

rassegna stampa e logo del servizio civile universale
Servizio Civile Universale: in Italia e all'estero
L’approvazione dei 400 milioni aggiuntivi in Legge di bilancio è stata accolta positivamente dalla Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile (CNESC), che ha apprezzato l’impegno del Ministro Spadafora, del Presidente del Consiglio Conte, del Ministro Gualtieri e di tutti i componenti del Governo che hanno permesso di compiere un passo importante verso l’obiettivo della stabilizzazione. Un passo che a sua volta consentirà di investire con maggiore serenità nella promozione e nella continua valorizzazione del SCU.

50.000 giovani non sono ancora la totalità di coloro che ne fanno richiesta, ma la strada è buona: «Una scelta che va nella giusta direzione», sottolinea Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII. E spiega: «La direzione è quella di promuovere la difesa civile nonviolenta alternativa a quella militare. Il prossimo passo, ci auguriamo, sarà quello di stabilizzare il contingente annuo per gli anni a venire. Per far sì che il servizio civile diventi veramente universale».

Foto di gruppo giovani in servizio civile con mascherina
Il 20 luglio 2020 17 volontari Caschi Bianchi della Comunità Papa Giovanni XXIII hanno seguito la formazione prevista per il servizio civile all'estero.


Anche gli aderenti al recente appello lanciato da Vita.it, e il direttore Stefano Arduini, commentano lo stanziamento come una «buona notizia, che però — spiega Arduini — non può essere un punto di arrivo per un motivo molto semplice: far partire 50mila giovani è meglio che farne partire 20mila ma l'idea del servizio civile universale è ampliare la platea. Le richieste ogni anno vanno dagli 80 ai 100 mila».

L’iter di definizione del testo di legge non è ancora terminato, infatti la Legge di Stabilità è stata approvata salvo intese, ciò significa che ancora non c'è un testo definitivo degli articoli, che potranno essere riveduti e corretti prima dell'invio al Parlamento o della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.