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19 Ottobre 2022

Un centro di ascolto nel cuore di Torino

Uno strumento per contrastare la povertà economica e sociale
Un centro di ascolto nel cuore di Torino
Si chiama "Libera...mente" nato dalla collaborazione delle associazioni del territorio, grazie anche al Fondo sociale europeo e al PON inclusione del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

Una donna camerunense con due figli viveva insieme alla sorella in un tugurio in una zona periferica di Torino. Spazi abitativi molto bui, stretti e inadeguati dove inevitabilmente il figlio adolescente cresce con tanta rabbia e disorientamento manifestati anche a scuola. Poi i servizi sociali si mettono in contatto con la Comunità Papa Giovanni XXIII e finalmente questo nucleo fragile per le difficoltà economiche e le scelte educative riesce a trasferirsi in un alloggio finalmente luminoso, in cui tirare un sospiro di sollievo. Oggi finalmente hanno l’acqua calda. Una parente nel frattempo si è laureata in Scienze dell’Educazione ed è diventata una collaboratrice di questo nuovo progetto sorto nel cuore di Torino. Una storia a lieto fine tra le tante supportate dall’equipe del centro di ascolto denominato Libera…mente.

La nascita del centro di ascolto

Ma come è nato questo progetto di supporto educativo e anche di ascolto di nuclei in difficoltà? «Il centro di ascolto è nato grazie alla collaborazione tra la Comunità di don Benzi, l’organizzazione di volontariato Condividere, e Abilitutti, - associazione che già ospita 21 persone in otto alloggi a Torino - per il supporto nel reinserimento sociale degli adulti che si rivolgevano a noi, cercando di sostenere anche i nuclei familiari in difficoltà» spiega così Stefano Bruscu, psicologo, responsabile del neonato centro di ascolto insieme a Maria Paola Bianco, insegnante di religione.
L'impegno è quello di garantire un’autonomia abitativa e un supporto sociale e legale nella ricerca di un’occupazione a persone in situazione di forte marginalità. L'equipe multidisciplinare è formata da quattro psicologi, una educatrice, una mediatrice culturale, una assistente sociale, due operatori sociali, quattro volontari del progetto Fianco a fianco, ed il progetto è reso possibile grazie anche al Fondo sociale europeo e al PON inclusione del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Il prezioso lavoro di rete

Il centro di ascolto si trova non a caso vicino ad una mensa dei poveri ed è frutto di un prezioso lavoro di rete anche con altre realtà del territorio: il Sermig, i Frati minori che si occupano dei senza tetto, la Comunità di Sant’Egidio, un vicino Centro antiviolenza. «Si tratta - continua Bruscu - di un’iniziativa nata nel momento giusto e che personalmente avevo nel cuore già da anni perché una presenza attiva della nostra associazione nel comune di Torino non c’era ancora. Vedendo e incontrando tante persone emarginate di questa metropoli, si rendeva necessario uno spazio preciso e ben strutturato dove accoglierle e ascoltarle in modo adeguato. La solitudine è un aspetto che accomuna tanti nuclei che seguiamo, oltre alla povertà economica e povertà sociale. Non potevamo voltarci dall’altra parte! Già nel 2021, grazie ad un progetto finanziato dal Comune di Torino, avevamo potuto sviluppare il supporto abitativo di persone emarginate tramite due alloggi gestiti dalla nostra associazione. Ed ora si aggiunge anche il centro di ascolto con un’apertura verso l’esterno».

Dove trovare il centro di ascolto

Lo sportello di ascolto si trova in Via Capriolo 35 a Torino. Le informazioni su orari e modalità di accesso sono sul sito https://fiancoafianco.condivideretorinoapg23.org/. In questo centro, che è il perno su cui ruotano le equipe multi-disciplinari, i volontari, tutte le persone accolte o che richiedano un aiuto, si realizzano anche percorsi di supporto psicologico, doposcuola per bambini e ragazzi, laboratori di lettura e attività di riciclo, supporto domiciliare anziani, gruppi di ascolto per donne, orientamento lavorativo e formativo, grazie all’aiuto di una mediatrice culturale.

«Sono troppo felice con voi»

Qualche giorno fa, E. una delle bimbe che fa parte del progetto Fianco a fianco e vive in uno dei nostri alloggi, durante il doposcuola, mentre disegnava, rideva da sola. Quando le hanno chiesto il perché, ha risposto: «Perché qui sono troppo felice con voi. Al centro di ascolto ci verrei tutti i giorni!». Per far sì che, come la piccola E. sempre più persone abbiano la possibilità di conoscere questo spazio e di poter chiedere “liberamente” un po' di ascolto e di sostegno, il prossimo obiettivo sarà l’apertura di una pagina facebook, in modo che il progetto si radichi oltre che nel territorio anche sui social.