Topic:
25 Settembre 2021
Ultima modifica: 25 Settembre 2021 ore 15:04

Un romanzo ispirato a Sandra Sabattini

Con «Amando scoprirai la tua strada. Sulle orme di Sandra Sabattini», pubblicato da Mimep-Docete, Cecilia Galatolo parla della fine di un amore. Ma sull'esempio di Sandra, la protagonista scopre che l'amore non solo esiste, ma la sta aspettando da sempre.
«Mi sono appassionata a questa ragazza, alla sua fede, soprattutto all'umiltà di Sandra. C'è un bisogno immenso oggi di parlare di umiltà, c'è questa illusione di sentirsi Dio, di sentirsi autosufficienti, l'opposto di ciò che è Sandra. E allora ho detto sì, assolutamente, scriviamo di lei!»
A chi le ha obiettato di scrivere storie troppo belle per essere vere, ha risposto: «Se gli lasciamo carta bianca, Dio scrive solo storie belle. Lui è il romanziere più bravo che conosca. Io, casomai, mi limito a prendere appunti».
Ed è così che la storia bella della giovane beata riminese, Sandra Sabattini, è diventata fonte di ispirazione del nuovo romanzo Amando scoprirai la tua stradaSulle orme di Sandra Sabattini, uscito con Mimep-Docete, 2021 della 29enne anconetana, Cecilia Galatolo. 
L’interesse della scrittrice per questa ragazza, che verrà proclamata beata il 24 ottobre 2021 Rimini, è cresciuto piano piano. Galatolo, mamma di due bambini, laureata in Comunicazione Sociale Istituzionale della Chiesa alla Pontificia Università della Santa Croce di Roma, è rimasta affascinata dalla figura della prima “santa fidanzata”.

Sulle orme di Sandra

Il romanzo si apre con la fine di un rapporto. La protagonista è Carolina, 28enne, vittima del tradimento del suo ragazzo con il quale convive da anni. Amareggiata non crede più all’amore. Per un lungo periodo passa di delusione in delusione, fino a quando l’incontro con una vecchia amica di ritorno dall’Africa,  non le fa scoprire la figura della beata Sandra Sabattini e il suo Diario.
È l’inizio di un percorso inaspettato. Così come lo è stato l’incontro dell’autrice con la figura di Sandra.

Amando scoprirai la tua strada. Sulle orme di Sandra Sabattini, Mimep-Docete, 2021

Al tuo attivo altri tre romanzi di belle testimonianze di giovani santi. Come hai scoperto Sandra Sabattini?

«Attraverso un altro giovane santo, Carlo Acutis. Dopo un incontro a Bologna, dove mi trovavo per presentare il libro che avevo scritto su di lui, mi si avvicinano delle persone per chiedermi se conosco anche quest'altra giovane che presto sarebbe diventata beata. Ammetto che non ne avevo mai sentito parlare. Mi raccontano di questa ragazza fidanzata, che viveva nel dono degli ultimi il fidanzamento. Un aspetto che mi ha colpito molto, perché personalmente ho sempre creduto che l'amore non sia per i due soltanto ma è da condividere.
Un anno dopo mi chiama un'amica proprio per suggerirmi alcuni libri da leggere e tra questi c'è anche Il Diario di Sandra. “È un libro che arricchisce molto – dice - che ti scava dentro e che ti lascia tanto”.  E mi propone di scrivere su di lei. Ma in quel momento stavo lavorando ad un altro progetto. Finché non è arrivato il terzo invito, questa volta dalla Casa editrice e l'ho colto. Ho comprato il Diario ed effettivamente mi sono proprio appassionata a questa ragazza, alla sua fede, soprattutto all'umiltà di Sandra. C’è un bisogno immenso oggi di parlare di umiltà, c’è questa illusione di sentirsi Dio, di sentirsi autosufficienti, l'opposto di ciò che è Sandra. E allora ho detto sì, assolutamente, scriviamo di lei!»

Perché un romanzo e non una biografia?

«È uno stile che abbiamo sperimentato con la casa editrice. Abbiamo pensato a cosa poteva veramente piacere a dei ragazzi che difficilmente si metterebbero a leggere la biografia di un santo. Il romanzo, invece, ci sembrava una via per arrivare in modo più delicato nella vita delle persone. Un modo per attirare, attraverso le vicende della protagonista, ad approfondire la figura di Sandra, magari andando poi a leggere il suo Diario, come è successo a me».

La protagonista del romanzo non è Sandra ma Carolina, che a differenza della “beata fidanzata” vive una forte delusione sentimentale. Come ti è venuta l’illuminazione?

«Nasce da una storia vera raccontatami da una mia amica. La vicenda mi aveva fatto molta tristezza e riguardava proprio una ragazza che credeva di vivere una storia bella di fidanzamento. In realtà si era accontentata di una relazione poco profonda. Spesso prego prima di iniziare un libro. E mentre ero davanti all’Eucarestia ecco l'ispirazione: “Devi ridare fiducia a chi non crede nell'amore, a chi è stato deluso da qualcosa che assomigliava all’amore, ma non lo era”. Chi meglio di Sandra, che ha vissuto tanto l’amore per il prossimo quanto l’amore vero di due fidanzati che si conoscono e crescono insieme, può ridare questa fiducia?»

Le parole di Sandra 

A cambiare la vita delle persone sono spesso gli incontri. È stato così anche per Carolina?

«Carolina fondamentalmente è una persona delusa da tutto. L’incontro con persone felici la fa riflettere sul perché lei invece felice non è. Sul cosa abbiano trovato. Anche Carolina vuole essere felice, perciò si fa mettere in discussione. Guarda a queste vite. Ed è la vita stessa che le parla. Scopre che è proprio il Vangelo vissuto che la fa riflettere, che le dà felicità. La felicità del Vangelo che si incarna in qualcuno.»

Quali sono le parole di Sandra che attraggono Carolina?

«Carolina ad un certo punto della storia, invitata da un altro personaggio del libro, fa proprio questa selezione delle parole di Sandra che la colpiscono. In realtà è tutta la vita di questa ragazza che la appassiona. Carolina che è una che tentenna, che si fa prendere da mille dubbi, rimane segnata dalla frase: “Se vuoi seguire Gesù devi deciderti subito”. La prima volta che legge il Diario lo accantona, perché ha paura di essere sconvolta, cambiata da Sandra.  Poi riprendendolo in mano capisce che il cambiamento va accolto subito, Gesù che sconvolge va accolto subito. È proprio la decisione, la determinazione di Sandra che la colpisce.»

Carolina è tentata di ritornare dal  suo compagno che le chiede perdono dopo averla umiliata. Come mai c’è la tendenza in alcune donne a cercare o a ritornare dall’uomo che le tratta male, che non le considera?

«Perché non sanno quanto valgono, non sanno quanto vale la loro vita, quanto sono preziose. È questo che ci fa cadere in qualcosa che non è l'amore: quando non sai di meritarlo, non sai di meritare di più di quello che ti stai prendendo.»

Anche la coppia apparentemente felice, come quella della sua amica Veronica, non si può dare per scontata. Qual è la regola n. 1 per restare insieme?

«Per me è lasciarsi scomodare nella propria sapienza, lo dico usando le parole di don Fabio Rosini nel libro L’arte di guarire. È proprio lasciar perdere la propria sapienza e mettersi sempre in costruzione con l'altro, perché ad essere dentro questa relazione siamo in due. Di conseguenza anche la parola "scusa" per me è fondamentale, senza di essa non c’è relazione.»

L'amore va in circolo

Di Sandra è stato detto che era «fidanzata come se non lo fosse». Non ti sembra un po’ troppo forte e lontano il suo esempio per chi oggi intraprende un cammino insieme?

«Oggi che c'è l’esaltazione del concetto di privatizzazione della relazione è bello proporre una figura come Sandra che scompare nel mondo perché ha sempre messo davanti Dio e che fa scomparire anche il suo fidanzamento ma lo vive nel suo intimo. La sua testimonianza fa capire che effettivamente non esiste solo la tua relazione, solo il tuo fidanzamento:  con l'altro/a si esiste insieme nel mondo ma non siamo il centro del mondo.»

Carolina si chiede «se resterò da sola per tutta la vita o troverò mai l’amore…». Cosa ci puoi dire senza spoilerare il finale?

«Quando ami l'amore arriva. Devi iniziare a dare. Ma a chi? Alle persone che abbiamo accanto. Veronica va in Africa perché è la sua vocazione ma non tutti abbiamo questa vocazione, però tutti abbiamo la vocazione di amare chi abbiamo intorno. Carolina parte da quello che le viene proposto, dal luogo in cui inizia a poter dare amore e lì scopre che l'amore arriva quando inizi tu ad amare. È tutto un circolo. L'amore che dai ti ritorna magari non dalle stesse persone.  Lei proprio iniziando a donarsi riceve il dono più grande che è la sua vocazione.»