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2 Maggio 2021
Ultima modifica: 2 Maggio 2021 ore 13:56

Sandra Sabattini. Una beata in tempi di pandemia

Il 2 maggio ricorre il 37° anniversario della morte della ragazza riminese. Un anno fa la sua beatificazione veniva sospesa a causa della pandemia. A quando la nuova data? Oggi una messa per ricordarla.
Molti fedeli attraverso le reliquie chiedono l'intercessione del Santo e del Beato. Una pratica devozionale alla quale bisogna dare il giusto significato, mettendo al centro la fede e non l'oggetto.
Trentasette anni fa moriva Sandra Sabattini. In attesa della sua beatificazione domenica 2 maggio nella Chiesa di San Girolamo a Rimini alle ore 19, una messa in sua memoria, presieduta dal vescovo della città Mons. Francesco Lambiasi.

È trascorso quasi un anno da quando la pandemia da Sars-Covid -19 ha imposto un brusco pit-stop alla proclamazione a beata della riminese Sandra Sabattini, rimandando l’appuntamento a data ancora da destinarsi.
La cerimonia si sarebbe dovuta tenere il 14 giugno 2020 alla Fiera di Rimini, alla presenza del cardinal Giovanni Angelo Becciu, allora Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi a Roma, ma da allora tante cose sono cambiate.
Se da una parte la pandemia ha fatto saltare la data prestabilita del rito di beatificazione, a rallentare la ricerca di una nuova data potrebbe aver contribuito anche il cambio al vertice della Congregazione dopo che Papa Francesco, il 24 settembre 2020, ha accettato le dimissioni del card. Becciu.

Francesco Lambiasi con il libro di Sandra Sabattini
Il Vescovo di Rimini Francesco Lambiasi con il Diario di Sandra Sabattini nell'edizione del 2008
Foto di Riccardo Ghinelli


Da ottobre 2020 il nuovo Prefetto della Congregazione è il cardinal Marcello Semeraro ed è a lui che mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini, il 17 novembre scorso ha scritto, proponendogli una rosa di date per procedere al rito di beatificazione di Sandra Sabattini.
La risposta dal Vaticano non si è fatta attendere: «Per stabilire definitivamente la data della menzionata celebrazione – risponde il prefetto al Vescovo Lambiasi in una lettera datata 21 dicembre 2020 – sarebbe preferibile valutare l’evolversi della situazione pandemica e attendere gli inizi della prossima primavera».
Poi, prosegue il testo, «a tempo opportuno Ella potrà riprendere i necessari contatti per concordare la data del solenne evento».
Ed è da qui che ora si riparte, con la richiesta alla Congregazione per le Cause dei Santi a Roma di una nuova calendarizzazione dell’evento.
 

Quando sarà il giorno della memoria di Sandra?

In attesa della data, c’è chi lavora intanto sulla preparazione della celebrazione. «Già a marzo dell’anno scorso avevo fissato un appuntamento con il postulatore della fase romana della causa di Sandra Sabattini, Antonio Marrazzo, redentorista, lo stesso che ha portato agli onori degli altari papa Paolo VI – racconta don Giuseppe Tognacci, cerimoniere vescovile, incaricato della preparazione della liturgia del rito –. Ma anche questo appuntamento è saltato a causa del Covid».

Firma dei documenti da parte del Vescovo Francesco Lambiasi
6 dicembre 2008. Chiusura del processo diocesano della causa di beatificazione. Da sinistra: don Giuseppe Tognacci, presidente del Tribunale, il vescovo mons. Francesco Lambiasi e il notaio Alfio Rossi.
Foto di Riccardo Ghinelli


Ora però, nella prospettiva che la data della beatificazione si stia avvicinando, don Tognacci ci riferisce di essersi recentemente confrontato con il postulatore della fase romana sui vari aspetti che riguardano i testi liturgici e il “materiale devozionale” annesso alla beatificazione.
«I testi riguardano le formule liturgiche ufficiali della memoria di Sandra» ci spiega, confermando che su questi «il postulatore Antonio Marrazzo ha già ottenuto l’approvazione dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti».
Ma in quale data verrà fissata la “memoria” di Sandra Sabattini? Ancora non lo sappiamo, verrà resa nota nel giorno della proclamazione, spiega ancora don Tognacci: «È il Papa ad indicare la data in cui verrà fatta memoria liturgica di Sandra Sabattini, memoria che sarà inserita nel calendario particolare della Diocesi di Rimini, aprendo così al culto della nuova beata».
 

Le reliquie di Sandra

Il culto dei beati nella tradizione della Chiesa è poi alimentato da una serie di oggetti sacri. Molti i fedeli che attraverso le reliquie chiedono l’intercessione del Santo e del Beato. Una pratica devozionale alla quale è opportuno dare, sottolinea Tognacci, il giusto significato, mettendo al centro la fede e non l’oggetto: «Anche Gesù, e lo si vede nei Vangeli, il miracolo lo attribuisce alla fede di colui che ha chiesto».
Ma come si può parlare di reliquie se, come è noto, al momento della “ricognizione canonica” avvenuta il 22 aprile 2009 per accertare le spoglie mortali dell’allora Serva di Dio, al cimitero di Sant’Andrea in Casale a San Clemente di Rimini dove era sepolta dal 1984 non si è trovata alcuna traccia del corpo di Sandra?
In realtà, spiega il cerimoniere, «oltre alla reliquia ex corpore, tratta cioè dai resti mortali del corpo, che in questo caso non abbiamo, esiste anche la reliquia ex indumentis, tratta dagli indumenti del soggetto in causa, come per Sandra, o per contatto. Oggetti che comunque vanno autenticati dal postulatore».
 

Beata. Ma quando?

Resta l’incognita della data della celebrazione. Ormai è chiaro che questa situazione pandemica inciderà ancora per molto tempo sulle nostre vite. L’aspettativa diffusa è che si possa procedere comunque, ripensando ovviamente l’organizzazione dell’evento rispetto al progetto inziale, per garantire le norme di sicurezza.
La Comunità Papa Giovanni XXIII, attore della causa di beatificazione di Sandra, di cui lei era membro, sta attendendo questo momento. «Speriamo, ha detto Giovanni Ramonda, presidente della Papa Giovanni, che nonostante la pandemia si possa vivere insieme questo momento per noi importantissimo. È la prima beata della Comunità, stimolo enorme a camminare sulla via della santità, quella che ci ha indicato proprio il nostro fondatore don Oreste Benzi». 
E per chi in questo periodo di pandemia si sente smarrito e sconsolato «la sua vita, continua Ramonda, è motivo di speranza a saper navigare in mezzo alle difficoltà, non da soli ma insieme, come lei ha fatto camminando con la Comunità, con una grande fiducia in Dio, che ha in mano le redini della storia».

La lettera “super miraculo”

Nel frattempo è arrivata dalla Congregazione per le Cause dei Santi il “Decretum Super Miraculo” – in latino – che attesta il riconoscimento ufficiale del miracolo di guarigione attribuito all’intercessione di Sandra grazie al quale viene chiamata beata.
«Sua Santità, accogliendo i voti della Congregazione delle Cause dei Santi, è scritto nella lettera, e avendoli confermati, ha dichiarato nel giorno odierno (2 ottobre 2019) che: “È evidente che si tratta di un miracolo per volere di Dio avvenuto per intercessione della Venerabile Serva di Dio Alessandra Sabattini, fedele laica, a proposito della veloce, perfetta e costante guarigione di quell’uomo circa “l’adenocarcinoma della giunzione retto-sigmoidea, metastatizzato”».

Vivo per miracolo, copertina libro
Il libro di Stefano Vitali, ecco come Sandra Sabattini mi ha guarito. Il libro che racconta il miracolo attribuito all'intercessione di Sandra


L’uomo guarito, che all’epoca dei fatti (19 luglio 2007) aveva 41 anni è Stefano Vitali, responsabile con la moglie di una casa famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII. Tutta la vicenda la racconta nel suo libro Vivo per miracolo. Così Sandra Sabattini mi ha guarito, Sempre editore e sta portando la sua testimonianza ovunque lo chiamino.
Recentemente è stato ospite anche della trasmissione Rai “Sulle vie di Damasco”. L’attesa di una nuova data per la beatificazione di Sandra, nel caso di Stefano Vitali, «è servita a conoscerla ancora di più. A capire quello che Sandra ogni giorno mi chiede».
E per quanto riguarda il miracolo di cui è protagonista spiega: «La guarigione che Sandra ha compiuto su di me non è stata solo quella fisica, ma soprattutto quella spirituale. Mi ha indicato la strada da seguire per raggiungere la serenità e dare compimento alla mia vocazione. E se lo ha fatto a me che sono un testone, a maggior ragione potrà farlo con i tanti che la conosceranno in futuro!».

Chi è Sandra?

Sandra Sabattini (19 agosto1961 – 2 maggio1984) vive l’infanzia con la famiglia nella canonica di San Girolamo a Rimini, dove lo zio è parroco. A 12 anni incontra don Oreste Benzi e la Comunità Papa Giovanni XXIII, scegliendo di dedicare tutto il suo tempo libero ai poveri e sviluppando un intenso cammino di fede. Iscritta a Medicina, con l’intento di andare in missione, a soli 22 anni viene investita da un’auto e dopo tre giorni di coma muore. Il 2 ottobre 2019 Papa Francesco ha riconosciuto ufficialmente la guarigione di Stefano Vitali come miracolo per intercessione di Sandra, grazie al quale viene chiamata beata.


 
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